Dal 1932, la famiglia Lacana dedica la propria vita all’odontoiatria, attraversando quasi un secolo di evoluzione scientifica senza mai perdere il valore dell’esperienza artigianale che ha caratterizzato le origini di questa professione.
Un tempo, ogni protesi era un’opera unica. Ogni manufatto veniva plasmato pazientemente dalle mani dell’odontotecnico, che attraverso anni di esperienza imparava a conoscere il comportamento dei materiali, lavorando l’oro, le leghe metalliche e, successivamente, i cementi silicati utilizzati per le ricostruzioni estetiche. Ogni dettaglio era frutto di manualità, precisione e sensibilità.
Le ricostruzioni protesiche affondano le loro radici nell’antichità. Già gli Etruschi, tra il 1000 e il 400 a.C., realizzavano i primi ponti dentali utilizzando anelli d’oro per ancorare elementi artificiali ai denti naturali.
Nel corso dei secoli furono impiegati materiali oggi impensabili: avorio, osso, legno e persino denti umani. Nel Settecento i denti provenivano spesso da cadaveri o venivano ceduti da persone appartenenti alle classi più povere, una pratica che testimonia quanto fosse difficile restituire il sorriso ai pazienti.
Una svolta importante arrivò nel 1778, quando il farmacista francese Alexis Duchâteau brevettò i primi denti artificiali in porcellana. Nel 1822, Charles Graham, a New York, contribuì allo sviluppo dell’odontotecnica moderna con il brevetto dei primi denti artificiali destinati alla produzione protesica.
Nel 1850, grazie all’introduzione della vulcanite, divenne possibile realizzare basi protesiche più economiche rispetto all’oro, rendendo le dentiere accessibili a un numero sempre maggiore di persone.
Fino agli anni Sessanta del Novecento, molte basi protesiche erano ancora costruite in caucciù vulcanizzato e montavano denti in porcellana. La limitata precisione di questi materiali rendeva necessario applicare, nella protesi superiore, una piccola ventosa in gomma fissata al centro del palato mediante un perno, per migliorarne la stabilità e l’adesione.
L’odontoiatria moderna è, in realtà, una scienza relativamente giovane. Nel 1962, il dottor Rafael Bowen sviluppò e brevettò la resina Bis-GMA, la matrice organica che ancora oggi rappresenta la base dei moderni materiali compositi. Miscelata con monomeri più fluidi, questa innovazione ha rivoluzionato le ricostruzioni estetiche, aprendo la strada all’odontoiatria conservativa contemporanea.
Con l’avvento delle resine acriliche, dei materiali compositi, degli impianti osteointegrati e, negli ultimi anni, delle tecnologie digitali CAD-CAM, la professione ha compiuto progressi straordinari. Tuttavia, la tecnologia non ha mai sostituito ciò che resta fondamentale: l’esperienza clinica, la precisione e la cura del dettaglio.
Lo Studio Dentistico Lacana custodisce ancora oggi alcuni preziosi manufatti storici e strumenti originali che raccontano questa straordinaria evoluzione. Sono testimonianze di un passato fatto di ingegno, pazienza e dedizione, che continuano a ispirare il lavoro quotidiano dello studio.
Da oltre novant’anni, la famiglia Lacana tramanda gli stessi valori: competenza, innovazione, rispetto della tradizione e attenzione verso ogni paziente. Perché conoscere la storia dell’odontoiatria significa comprendere il valore del percorso che ha portato al sorriso moderno.











